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MILANO, MEZZI PUBBLICI DA PAURA: UN'AGGRESSIONE AL GIORNO

Articolo del: 24/11/2011
Autore: Chiara Prazzoli

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MILANO - Quaranta aggressioni al mese nel 2010, tra gennaio e luglio, una al giorno, in superficie e sulla sotterranea. Quasi dieci al mese solo nei primi otto mesi di quest’anno. La paura viaggia sui mezzi pubblici. Alcolizzati, molestatori, borseggiatori, spacciatori, appartenenti a gang di latinos. E’ vario il tipo di criminali che gira per Milano utilizzando bus, tram e metrò e qualche volta, per fortuna, viene arrestato in seguito a episodi più o meno violenti. La Polmetro spadroneggia nella sotterranea con poliziotti dalla lunga esperienza, fuori, invece, si alternano polizia, vigili e carabinieri. «E la loro presenza è quanto mai necessaria», spiega Francesco Morisano, delegato sindacale per i Trasporti della Cgil e da tempo impegnato nella tutela dei lavoratori Atm. «Le aggressioni sui mezzi pubblici e sul metrò sono stabili da anni, il che significa che c’è sempre bisogno di controlli e che forse ci vuole più impegno. Ci sono linee di bus e tram a rischio, capolinea più o meno pericolosi, ma anche l’azienda è d’accordo sulla necessità di impostare un nuovo sistema in tema di sicurezza. Ci siederemo intorno a un tavolo e di volta in volta decideremo dove agire per fare sentire più sicuri i lavoratori, ma anche i passeggeri». A confermare le sue parole, l’ultimo fatto di cronaca, avvenuto a una fermata del tram, proprio ieri pomeriggio, nella centralissima via Torino: un giovane equadoriano che stava attendendo il mezzo pubblico è stato aggredito da alcuni coetanei sudamericani, uno dei quali lo ha colpito con un’accetta da cucina a un braccio. Il giovane è stato portato in ospedale, ma le sue condizioni non sono gravi. Gli aggressori sono scappati. Probabilmente è stato un regolamento tra gang sudamericane che negli ultimi mesi hanno dato diversi problemi anche nei mezzanini della metrò. Persino a Duomo. Poi, un classico, i mezzi pubblici sono terra di molestatori e borseggiatori: un fenomeno che aumenta nei giorni delle fiere, delle sfilate e del Natale. «Grazie alle 2.600 telecamere, chi lavora nella sotterranea si sente più sicuro», aggiunge Morisano ricordando che anche nell’episodio di Gessate le telecamere sono state importanti. In superficie, invece, la paura viaggia - spiega il sindacato - sulla filovia, la 90/91, che va tutta notte e dove gli anni passati su circa 7.000 corse controllate ci sono state oltre 350 denunce e quasi 80 arresti. Il giorno peggiore è il sabato: il bus è teatro di risse e violenze tra ubriachi.

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