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Un commento ai risultati dei recenti referendum comunali


Articolo postato il: 17/06/2011
Autore: Enrico Engelmann

Come previsto, i refrendum comunali hanno visto il superamento del quorum (alquanto basso) e una larga vittoria dei sì. Che considerazioni si possono fare?
Innanzi tutto vorrei sottolineare che sono convinto che dei referendum comunali molta gente sapeva assai poco. Messi in ombra da quelli nazionali, di loro si è parlato poco o niente. Gli stessi referendum nazionali sono però stati la loro fortuna, dato che, in scia ai primi, la gente ha votato anche i secondi. Senza i referendum nazionali, ne sono convinto, quelli milanesi avrebbero visto un'adesione molto più bassa, e forse non avrebbero neanche superato il quorum.
E' dunque secondo me ragionevole affermare che hanno votato sì molte più persone di quante si sono prese la briga di leggere attentamente i cinque quesiti e riflettere sul loro contenuto. In particolare, considerando il modo intellettualmente poco onesto con cui sono stati presentati i quesiti, ovvero attraverso titoli che, in più di un caso, mascheravano, più che illustrare, il reale contenuto (Quesiti referendari). Questa vale in particolare per il primo, il più importante e in cui veniva chiesto se si vuole l' estensione dell' ecopass e della sosta a pagamento. I sottoquesiti erano addirittura una dozzina!
I risultati, da un punto di vista numerico, sono già stati analizzati in maniera più che dettagliata da Andrea Trentini su questa pagina). Si nota che, dei vari quesiti, l' unico che ha visto una significativa presenza di no, è stato proprio il primo. Considerando la perecentuali di votanti, risulta che solo ca. il 38% degli aventi diritto lo ha in effetti sottoscritto. Si noti che ci sarebbe spazio per un altro refrendum in grado di ottenere un risultato opposto!
E' perciò evidente che non si può parlare di plebiscito.
Sarà da vedere come agirà la nuova giunta. Sembra comunque già che, per fortuna, sia riluttante a trasformare il realtà tutto quanto chiesto dai refrendum. Questo perchè chi è in giunta deve affrontare i problemi in concreto, diveramente dai promotori dei refrendum, a cui non interessava certo proporre soluzioni realistiche ai problemi di traffico e mobilità, ma solo tornare sulle prime pagine die giornali e aumentare il proprio peso politico (risultato raggiunto).
L' ecopass è sempre stato assolutamente inutile per l' ambiente e controproducente per il traffico. Su questo sito lo abbiamo scritto fin da subito (Tassa Locale di Circolazione,
Ecopass: serve davvero a ridurre le polveri a Milano?, Un commento ai prossimi referendum comunali su mobilità e ambiente ). Non vorrei percò ripetere troppo cose già dette. Invito a leggere anche l' articolo Il commento Troppi costi e disagi Chi ha votato l’aveva previsto?, i cui contenuto non posso che sottoscrivere.
Vorrei comunque mettere in risalto alcuni elementi. Per le auto si propone una tassa di ingresso di 5 Euro. Ciò significa che, nel caso una persona avesse disgraziatamente necessità di andare al lavoro con l' auto, l' esporso aggiuntivo sarebbe di ca. 1000 Euro l' anno. Nel caso di chi deve entrare in città lo deve fare con un furgone, la spesa sarebbe addirittura di 2000 Euro l' anno! Si tratta di cifre importanti. Tali costi aggiuntivi non potrebbero che ricadere, alla fine, sul cliente finale, ovvero su chi ha bisogno di un artigiano, o anche solo chi va in un negozio all' interno della zona ecopass. Da un lato, perciò, chi avrà bisogno di un servizio all' interno di tale zona, dovrà per forza pagarlo di più, dall' altro aumenterà la pressione a spostare i servizi in periferia, o fuori città, nei centri commerciali, dove peraltro non c'è neanche il problema del parcheggio.
Tutte le misure tipo ecopass (perciò anche ztl, sosta a pagamento e simili) tendono, in effetti, a medio e lungo termine a impoverire le zone interessate, che diventano adatte unicamente a servizi ad alto ritorno economica. Non è un caso se ormai in centro, e in particolare nelle varie ztl, sia possibile trovare solo banche, locali alla moda e botique che vendono roba inutile. I negozi normali sono ormai scoparsi da molte vie.
Sarebbe da fare una riflessione, se è questa la città a cui si ambisce. E' curioso che coloro che più chiedono tali misure, sono spesso proprio le stesse persone che affermano (a parole) di difendere i ceti meno abbienti, cui certo verrebbe invece più comoda una città non composta solo da quartieri dormitorio chic, popolati da locali trendy e negozi fashion.

Commenti
17/06/2011 23:05:08
Mi perdonino i milanesi che avevo sottovalutato:

Con il loro NO, hanno dimostrato di aver capito perfettamente che li stavano fregando ancora una volta.

Hanno letto, hanno capito ed hanno deciso.

Non dimentichiamo che uno dei principali motivi per cui la Moratti ha perso alle comunali è stato proprio l'Eco(?)pass.


Alberto Sperelli
american_motors_usa
Post modificato il 17/06/2011

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