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AreaB: come previsto nessun effetto sulla qualità dell'aria


Articolo postato il: 10/03/2019
Autore: Enrico Engelmann

Sono passati ormai 15 giorni dall'entrata in vigore dell'AreaB. Un periodo non lunghissimo, ma che permette comunque di fare delle prime analisi.

L'AreaB, diversamente dall'AreaC, è stata sempre presentata (o meglio, spacciata) come un provvedimento contro l'inquinamento atmosferico urbano a Milano.
Con l'AreaC hanno sempre fatto il gioco delle tre carte, presentandola di volta in volta, a seconda della convenienza, come provvedimento contro l'inquinamento, oppure contro la "congestione" (=troppo traffico) in centro. Tipicamente con le persone poco addentro nella materia usavano il pretesto dell'inquinamento (più efficace, perché tutti ci tengono alla propria salute), con quelli che sapevano conoscere la materia deviavano invece sulla congestione, magari anche negando che l'AreaC fosse mai stata presentata come strumento per ridurre le concentrazioni degli inquinanti nell'aria.
In effetti il ricorso contro l'AreaC dei residenti è stato respinto perché l'amministrazione si è appellata agli interessi superiori della salute pubblica. Del resto i magistrati non sono scienziati e presumo che anche loro in gran parte vivano in centro!

Con l'AreaB si sono arrischiati a presentarla univocamente come provvedimento contro l'inquinamento. Basta andare sulla pagina del Comune che illustra motivazioni e modalità di attuazione dell'AreaB.
In essa non mancano le solite dichiarazioni allarmistiche riguardo ai mitologici "morti da inquinamento", che nessuno sa spiegare come si riconoscono ma tutti sanno esattamente quanti sono:

La componente dell’inquinamento dell’aria sottoposta a una specifica valutazione è quella del particolato atmosferico, per il quale è stata dimostrata una correlazione tra l’aumento di mortalità e l’esposizione media annuale alle concentrazioni di PM2,5, oltre che un aumento di rischio per le malattie tumorali quali il cancro al polmone (+22% di incidenza per aumento di 10microgrammi/mc PM10).


Sicuri di vincere facile, l'amministrazione non teme di scendere in previsioni dettagliati sui magici effetti che l'AreaB avrà sulla qualità dell'aria, fornendo perfino numeri precisi:

Tra il 2019 e il 2026, l’Area B consente di ridurre le emissioni atmosferiche da traffico complessivamente di circa 25 tonnellate di PM10 allo scarico e di 900-1.500 tonnellate di ossidi di azoto.
PM10: l’accelerazione è immediata - 14% di emissioni nel 2019; - 24% nel 2020, - 21% nel 2021. Nei primi 4 anni le emissioni di PM10 si riducono della metà (15t).


Come al solito, l'amministrazione milanese spaccia lucciole per lanterne, confidando nell'ignoranza dei cittadini (ignoranza non come accusa ma come necessità, visto che non tutti possono essere esperti in materia, esattamente come il paziente medio che va dal medico è ignorante in materia e, appunto, si affida al medico per i suoi problemi di salute) e nella compiacenza dei mass media mainstream, dove regolarmente i mirabolanti e fantasiosi comunicati stampa del Comune vengono spacciati per notizie verificate.
I numeri sopra sono infatti mere stime, di per se basate su valutazioni arbitrarie. E se anche fossero stime corretti sarebbero di rilevanza pari a zero, visto che quello che conta sono le concentrazioni che vengono misurate nell'aria.

Andiamo quindi a vedere quelle!
Ovviamente non bisogna fare il confronto fra le concentrazioni degli inquinanti nella zona coperta dall'area B prima e dopo la sua introduzione, perché vi potrebbero essere differenze dovute ai più svariati fattori fortuiti: vento, diversa intensità di utilizzo dei riscaldamenti a causa del cambiamento delle temperature, precipitazioni, etc...

Quello che bisogna fare è calcolare come cambiano, in media, le differenze di contrazione degli inquinanti fra dentro l'AreaB e una zona esterna ad essa (ma omogenea ad essa per condizioni meteorologiche) prima e dopo l'attivazione dell'AreaB.
Come centralina di controllo abbiamo quindi utilizzato quella di Pioltello, alle porte di Milano (e quindi soggetta alle medesime variazioni meteorologiche) ma al contempo ben fuori dall'AreaB.
Abbiamo preso in considerazione due inquinanti (gli altri sono irrilevanti perché non superano mai la soglia di legge): l'NO2 e il PM10.
Per porre l'attivazione dell'AreaB a metà del periodo osservato abbiamo preso in considerazione i dati dal 10 Febbraio al 9 Marzo.
Per l'NO2 (molto di moda perché utilizzato, ormai al posto delle polveri sottili, per giustificare la lotta alle auto diesel) abbiamo calcolato la media dei valori misurati dalle centraline di Marche e Senato e poi abbiamo sottratto a tale valore medio il valore misurato a Pioltello (linea blu scura).
Quindi abbiamo calcolato la differenza media fra dentro l'areaB e Pioltello per i due periodi dal 10 Febbraio al 24 Febbraio da una parte e dal 25 Febbraio al 9 Marzo dall'altra (linea rossa).
Per il PM10 abbiamo fatto la stessa identica cosa, a parte il fatto che per la zona interessata dall'areaB abbiamo fatto la media su quattro centraline: Marche, Senato, Pascal e Juvara.
Ecco dunque i risultati:





Come si può vedere, gli effetti dell'AreaB sull'inquinamento sono pari a ZERO.
Anzi, volendo essere pignoli e intellettualmente disonesti come lo sono Sala, Granelli, Maran & C, si potrebbe dire che essa peggiora l'aria, visto che in entrambi i casi la differenza dentro - fuori aumenta! Di pochissimo nel caso dell'NO2, in maniera riconoscibile nel caso del PM10.
Ma siccome noi siamo intellettualmente onesti sappiamo bene che si tratta di piccole variazioni del tutto casuali senza alcuna rilevanza.

Sono passate solo due settimane dall'introduzione dell'areaB (che dovrebbe essere sperimentale). Ma è molto improbabile che considerando un periodo più lungo le cose cambino molto.
Alla luce dei dati raccolti dalle centraline Sala e banda ammetteranno l'errore e cancelleranno l'areaB, in quanto misura di nessuna utilità rispetto ai fini dichiarati e che comporta per tanti cittadini un danno economico notevole (sostituire l'auto) o gravi disagi (rinunciare all'auto)? Diamo per scontato che non sarà così!
Purtroppo serve creare una forte pressione politica per mettere freno alla politica dello smantellamento della mobilità individuale con il pretesto dell'ambiente!
Oppure occorre scendere in campo in prima persona, così da offrire un'alternativa valida sulla scheda elettorale!

Nota: I dati utilizzati sono quelli di Arpa Lombardia, liberamente scaricabili alla pagina RICHIESTA DATI
Nota 2: Il grafico relativo all'NO2 ha molti più punti di quello relativo al PM10 perché l'NO2 viene riportato come media oraria, il PM10 come media giornaliera.


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